Brugal 1888 - Ron Dominicano
In questo articolo impareremo a conoscere un po’ meglio uno dei ron più famosi: Brugal. Conosceremo questo Rum grazie a Matteo Melara, brand ambassador di Brugal in Italia, ne conosceremo le origini, il percorso attraverso il XX secolo e gli inizi del XXI fino ad oggi; ma anche qualche dettaglio tecnico sul processo produttivo che ci aiuterà a comprendere meglio il prodotto, dalla distillazione all’invecchiamento. Infine qualche piccolo commento personale, che può servire ad orientare meglio il consumatore e capire se questo prodotto fa per lui oppure no.
Questi i capitoli che troverete nell’articolo:
Conosciamo Matteo Melara, brand ambassador Brugal;
Brugal, dalle origini ad oggi;
La produzione di Brugal;
Nota conclusive.
Conosciamo Matteo Melara, brand ambassador Brugal
Matteo inizia giovanissimo la sua carriera nei locali genovesi, nei primi anni matura un'esperienza nella mixology, affascinato dal mondo del flair vi si dedica con successo. Come accade a tanti genovesi, dopo qualche anno, la città si fa stretta e si avverte il bisogno di uscire e sperimentare la vita in nuovi luoghi ed allargare i propri orizzonti: prima si trasferisce a Maiorca in Spagna, poi a Milano, prosegue la sua carriera lavorativa diventando bar manager presso il prestigioso Art Café in Brera. E’ proprio a Milano che Matteo viene notato dalla Flair Academy - per inciso una delle scuole di flair più prestigiose d’Europa - e nel 2009 ne diventa istruttore, poi nel 2014 diviene responsabile formazione della European Bartender School dove rimarrà per altri 3 anni. Quando questa esperienza si concluderà, Matteo inizia a lavorare per avarie aziende come brand activator e dal 2019 lavora come Brand Ambassador di Brugal per il gruppo Edrington.
Brugal, dalle origini ad oggi
Cominciamo con il dire che Brugal è una vera istituzione in Repubblica Dominicana, un’azienda che traccia le sue origini fin dal lontano 1888, anno nel quale il fondatore costituisce la società Brugal & co. presso Puerto Plata. Fin dagli albori Brugal si è orientata verso la produzione di rum leggero a partire da melasse locali: dopo anni di affinamenti e sperimentazioni nel 1919 arriva a produrre un distillato puro e cristallino, cosa che per gli standard tecnologici di allora non era affatto banale, allora non esistevano le multi-colonne, e produrre un alcol senza aromi era considerato un traguardo tecnologico e qualitativo non indifferente. Nel 1920 inizia anche a produrre rum invecchiato, color oro, con un invecchiamento leggero sicuramente agevolato dal caldo clima tropicale dell’isola caraibica.
L’azienda cresce e si sviluppa nel corso del XX secolo, ben cinque generazioni della famiglia Brugal si alternano alla guida dell’impresa trasformandola da una realtà locale ad una grande impresa internazionale, ogni generazione portando orgogliosamente avanti la tradizione di “Maestro Ronero”. Se da un lato abbiamo una produzione tecnologicamente molto fine, orientata alla distillazione di un alcol quanto più leggero e neutro possibile, dall’altro lato l’artigianalità deve potersi esprimere nella gestione del processo di invecchiamento e nel blending preciso dei vari rum che vengono prodotti ed invecchiati al fine di mantenere nel corso delle decadi un prodotto sempre coerente a sé stesso.
Arriva così l’anno 2008, l’80% della proprietà della distilleria Brugal viene acquisita dal prestigioso gruppo Edrington (proprietario di distillerie scozzesi del calibro di Macallan, Glenrothes e Highland Park, oltre che di altri spirits), quest’ultimo inserisce Brugal nel suo portafoglio globale di premium spirits. La famiglia mantiene comunque la presidenza della distilleria, una quota della stessa, e continua ad essere presente al fine di garantire la continuità di Brugal con la sua storica tradizione.
Edrington affida a Brugal una mission chiara che è quella di presidiare il segmento dei rum premium e dei super premium / collectibles.
La produzione di Brugal
Le melasse utilizzate da Brugal sono 100% provenienti dagli zuccherifici della Repubblica Dominicana, le quantità di materia prima necessaria per fare operare una distilleria della taglia di Brugal (50.000.000 circa di bottiglie / anno) sono di difficile comprensione: 10 silos in acciaio contengono 29 milioni di litri di melasse che vengono approvvigionati con spedizioni settimanali.
La materia prima viene preparata in tini di fermentazione in acciaio di dimensioni colossali, 250.000 litri cadauno, le melasse vengono diluite con acqua demineralizzata, ravvivate con iniezioni di vapore ed ossigeno che creano le condizioni per una fermentazione breve ed estremamente efficiente per produrre alcol etilico. Dopo 40/48 ore il fermentato ha raggiunto circa 8% alcolici ed è pronto per la successiva fase di distillazione.
La distillazione avviene in multi-colonna (tre doppie colonne): dapprima in una doppia colonna a bassa pressione da cui fuoriesce un alcol a 90%, questo viene poi ridotto nuovamente al grado di 25% alcolici mediante addizione di acqua demineralizzata e rettificato nella doppia colonna successiva, il tutto fino ad arrivare a fine processo con un alcol praticamente puro a 95% (molto prossimo alla concentrazione azeotropica alcol-acqua).
Per quanto riguarda la successiva fase di stoccaggio ed invecchiamento, il new-made spirit, verso il quale Brugal nutre una certa devozione in quanto base neutra per il successivo affinamento, viene spedito ai vari magazzini per la diluizione a 65% alcolici e successiva messa a dimora in botte per l’invecchiamento nel caldo clima tropicale della Repubblica Dominicana.
A questo punto avrete capito che la chiave di volta per ottenere un prodotto di qualità, a differenze delle altre distillerie che conosciamo ed amiamo, non è certamente nella fase di fermentazione e distillazione: queste fasi sono industrializzate al massimo ed ingegnerizzate per ottenere la massima efficienza produttiva e non per creare un new-made spirit aromaticamente ricco. Qui, ai blocchi di partenza, il distillato è neutro, praticamente inodore ed insapore, e su questo elemento si va a costruire il prodotto finale mediante il sapiente affinamento in botti di varia origine e natura.
Quali botti vengono utilizzate al fine di nobilitare l’alcol “puro” che viene prodotto in distilleria? Ebbene, le botti sono le caratteristiche botti in quercia bianca ex-bourbon provenienti da tre diverse distillerie Statunitensi e poi un’ampia selezione di botti provenienti dalla capo gruppo Edrington, botti ex-sherry e Pedro Jimenez. La particolarità di questo botti, per dare maggiore impronta aromatica ed unicità al prodotto, è che esse ricevono effettivamente per 18 mesi sherry oloroso, così da trasmettere realmente aromaticità alla botte, ed in taluni casi vengono anche tostate lentamente o trattate con fumi realizzati mediante combustione di legni aromatici.
Un ultimo aspetto tecnico, riguarda lo stock di botti in invecchiamento, veramente straordinario dal punto di vista quantitativo e temporale: oltre 250.000 barili (dai 190 litri ai 500 litri) presenti in invecchiamento, in clima Caraibico, insomma uno stock impressionante su cui costruire prodotti unici e veramente premium.
Note Conclusive
Non è un segreto che i Rum in “stile latino”, mediamente, non siano i favoriti dei rum lovers: abbondanti aggiunte di zucchero e sostanze edulcoranti, dichiarazioni sull’invecchiamento a dire poco fantasiose, metodi di distillazione poco affini a produzioni di qualità rendono la categoria la più bistrattata e snobbata dagli amanti del Rum.
In questo caso però, per Brugal, è necessario e corretto fare alcune precisazioni:
Brugal non aggiunge sostanze edulcoranti o zucchero al fine di alterare il gusto del distillato, questo è un fatto che pone istantaneamente Brugal in tutt’altra categoria rispetto a Ron Latini a cui siamo abituati. Le analisi chimiche disponibili in rete per Brugal convalidano questa affermazione e paiono indicare un aggiunta di 4g/L di sostanze che non sono alcol e non sono acqua, il che induce a pensare ad una minima addizione di caramello al fino di uniformare il colore e sostanze zuccherine rilasciate dalle botti ex-sherry durante l’invecchiamento;
Brugal non fa dichiarazioni fantasiose circa l’invecchiamento facendo leva sul concetto di invecchiamento Solera, un metodo dalla lunga tradizione e che si deve rispettare, ma che viene ampiamente abusato e re-interpretato fino a privarlo di qualsivoglia significato nella maggior parte dei Ron che usano Solera Aging;
il new-made spirit, invece, proprio come accade per tanti altri ron centroamericani e sudamericani, è un distillato neutro, privo di proprietà organolettiche originali e che si sviluppa e trova una sua collocazione organolettica soltanto a seguito dell’invecchiamento.
Va da sé che con un new-made spirit molto povero a livello organolettico, i sapori che si andranno ad imprimere al distillato finito saranno solo quelli dati dalla botte e dall’affinamento. Può essere interessante apprezzare la complessità che il clima dominicano unito alle botti ex-bourbon ed al passaggio di ben quattro anni in botti ex-sherry hanno conferito a Brugal 1888.
Devo dire che non è il genere di prodotto che mi appassiona, è assai distante dai rum tradizionali che bazzico usualmente, ma è sorprendente come questo rum sia pulito, non melenso, distante anni luce dagli sdolcinati Ron che abbondano negli aeroporti: Brugal 1888 è un prodotto sincero, dove le sensazioni trasmesse hanno un ché di genuino e molto poco artificiale. Sicuramente un passo, deciso, nella direzione di evolvere i Ron di tradizione ispanica e riportarli nel mondo degli spirits genuini e di qualità.